Ebbene. a giudicare dal caos, il buon Capitano Achab (e il suo fedele Pyro) erano dunque entrati in azione! Non bisognava indugiare...
Brandibacco, accorgendosi che molto probabilmente le due guardie di stanza alla cella del Barone non si erano mosse (dovevano aver ricevuto ordine perentorio di presidiare la prigione qualunque cosa succedesse), si girò a guardare i suoi compagni: ormai tra loro, per le numerose vicissitudini trascorse assieme come Artigli del Drago, non c'era neppure bisogno di spiegarsi parlando: bastava un cenno di intesa...

 

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NON GDR
Preciso che per l'evolversi di quanto segue ipotizzerò che Pikel, da buon nano, sia ancora piantato davanti alla porta. Testone e deciso come solo un nano saprebbe essere. Non ha gradito l'arrivo delle guardie della duchessa ed ha deciso di rimanre al suo posto come se qualcuno lo avesse piantato in quel punto. Come una roccia conficcata nel terreno, Pikel è davanti alla porta della cella in mezzo alle due guardie che se ne stanno dritte ed un poco imbarazzate per la situazione.
 
GDR
Pikel ed Ayame entrarono nel palazzo e subito venne loro incontro un soldato dall'aria trasalita e colto di sorpresa, con l'elmo leggermente più grande della sua testa che gli ballonzolava sul capo. 
Era evidentemente andatosi a sedere su una sedia poco distante, vista anche la tarda ora della notte.
"Chi sie..." la domanda gli morì in gola nel riconoscere Brandibacco ed Ayame. La fama degli Artigli del Drago si stava infatti diffondendo molto velocemente tra le persone di Forte Destino e tra le persone del Granducato di Karameikos che erano giunte con il grosso dell'esercito, e questo soldato non faceva certo eccezione. Un ragazzo giovane, sicuramente proveniente dalle zone intorno a La Soglia.
"Vi chiamo il coman..." le parole, ancora una volta gli morirono in gola al solo cenno di Brandibacco, che alzò una mano.
Il ragazzo annuì alla spiegazione che stavano cerncando Pikel, sorrise indicando le scale che conducevano di sotto, spiegando la situazione comica che avrebbero trovato. 
"... lo fa apposta vi dico... scorreggia e rutta di continuo... lo fa per dispetto... ne sono sicuro... da morir dal ridere. Mi spiace solo per i miei compagni la sotto...".
 
Effettivamente quando Brandibacco ed Ayame scesero le scale, ancora prima di girare l'angolo dove si trovava la cella del Barone, udirono un fragoroso peto, ed una fragorosa risata seguita da "AHHHH... ora mi sento meglio... e voi ragazzi?"
 
Brandicacco e Ayame chiamarono Pikel, che fu contento di vederli e per la prima volta da diverse ore si allontanò dalla cella del Barone. Anche i due ragazzi messi a guardia a cui era toccato il primo turno, furono contenti di vedere Brandibacco ed Ayame, ma soprattutto di veder allontanarsi Pikel.

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Brandibacco riflettè un momento sulle parole del Capitano Achab, poi disse: "E va bene, per tutta l'erba pipa di tutti i Decumani! Con l'aiuto degli Elementali sarebbe certamente stato tutto più semplice, ma se sono vincolati alla nave volante, dovremo arrangiarci con quel che passa il convento, come diceva il mio pro-prozio monaco Santobaldo Eremita da Altotempio..."

Ayame aggiunse: "E' importante, Capitano, che Pyro fornisca il diversivo di cui abbiamo bisogno, facendo accorrere le guardie (o almeno la maggior parte di loro) da un'altra parte, e che voi siate pronti a sollevarvi in volo non appena arriveremo... Per il resto, sta a noi" disse la Sacerdotessa, rivolgendo uno sguardo assorto all'halfling, "e... a Pikel! Raggiungiamolo e spieghiamogli il piano, in tre sarà più facile che in due... e che gli Dei ci aiutino nell'impresa... per noi e... per il futuro di Karameikos!"
Alle solenni parole della Sacerdotessa, annuirono tutti e si prepararono ad agire.

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